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Do you work?? You're lucky for having it!

lunedì, maggio 06, 2013Daniela M

" Il lavoro nobilita l'uomo "

Una citazione così retrò e così attuale, ma da rivedere per essere adattata ai nostri giorni.
Si potrebbe riscrivere in questo modo : " Hai un lavoro? Ringrazia e tienitelo! "

Perchè per l'esattezza passa il tempo e si fortifica sempre più la consapevolezza di come i diritti dei lavoratori si siano drasticamente ridotti all'osso.

Il dipendente ormai deve adattarsi alle esigenze del datore di lavoro, essere sempre disponibile, come una molla, senza orari fissi ne giorni, niente sabato che tenga..
Perché quello che richiede il mercato è la flessibilità.


Non a caso, le aziende cercano di fare meno magazzino possibile, attuando la strategia del just in time.
Perché arrecarsi costi di giacenza quando è possibile, attraverso una buona filiera di produzione del valore, ottenere ricavi raggiungendo l'economicità ?!

In effetti il discorso non fa una piega.

Il problema nasce dal fatto che il lavoro è quello che è, con un tasso di disoccupazione galoppante alle stelle, e qui inizia il trade off : alta disoccupazione e un mercato sempre più ampio e dalla concorrenza sfrenata.

È logico che a quel punto il personale deve coprire orari sempre più lunghi e dare la sua disponibilità a tempo "intederminato" ( attenzione non si parla di contratto a tempo indeterminato, quello è paragonabile ad un miraggio nel deserto ).

Si, il datore di lavoro ha il coltello dalla parte del manico.


Credo che si sia perso tanto negli ultimi anni in termini di diritti dei lavoratori.
La colpa come sempre non sta mai solo da una parte.
Un po' di responsabilità ce l'ha sicuramente anche la classe lavoratrice, perché si è riusciti a vanificare gli sforzi fatti dai nostri vecchi . Ci siamo seduti un po' troppo, e dato per scontato tante, troppe cose.

E così oggi siamo arrivati a questi punti!
Dove è una favola esser trattati con rispetto dalle aziende, perché alla minima negazione/reazione la minaccia è sempre dietro l'angolo.
C'è sempre qualcuno che ci potrà sostituire, in fondo siamo pedine di un gioco molto più grande di noi.

Chiaramente non per tutti è così, ma per una buona fetta di popolazione lo è.

A questo punto mi viene un altro punto da discutere. Secondo voi lo studio aiuta?

Il mio parere è che lo studio serve, apre la mente, allarga gli orizzonti culturali .. Purtroppo nel nostro Paese, a mio avviso, chi studia è penalizzato.
Il sistema non è attrezzato, o meglio, non vuole attrezzarsi per favorire l'ingresso dei laureati/qualificati nel mondo del lavoro.
Che senso ha laurearsi se poi, una volta terminato il proprio percorso di studi non ci sono offerte adeguate al proprio iter formativo ?!
Onestamente é così. È lecito pensare, ma chi ce l'ha fatto fare?!

In più la situazione contrattuale non agevola, anzi, in Italia è possibile mettere in atto qualunque tipo di escamotage per "scavalcare" le leggi.

Lo sconforto è lecito, ad ogni modo, parlo da laureata, consiglio ai giovani laddove interessati di studiare, perché si tratta di arricchimento personale.

Non è mai tempo perso.

Comunque sia la situazione è difficile, sia per dipendenti che liberi professionisti o per imprenditori, bisogna solo scegliere il proprio punto di osservazione.
Per non parlare di chi il lavoro non l'ha proprio o è un esodato.

Si tratta di una vera piaga sociale.

Come ci ricorda la nostra costituzione "l'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro", bisogna augurarsi che questo ciclo si chiuda e ne inizi uno più roseo e prospero.

Non smetterò mai di dire però che il problema nel nostro paese è la mentalità, troppo nepotista e poco meritocratica come altre culture insegnano ( vedi Usa o Giappone ).
La nostra Italia ha tutti i numeri per essere ai vertici, valorizziamola!!


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58 commenti

  1. Per troppi troppi anni quei furbetti dei politici hanno giostrato alle nostre spalle impoverendo le nostre vite al punto tale che oggi se hai un lavoro sei fortunato e te lo devi tenere stretto anche se consapevole di questo il tuo datore di lavoro se ne approfitta. Troppi favoritismi, nessuna meritocrazia fanno scappare le nostre menti all'estero dove sono valorizzati e ben retribuiti. Siamo arrivati al punto che la gente si ammazza perchè non arriva a fine mese e pian piano è stato messo sotto da questa burocrazia statale che tutela solo le classi agiate. credo che se la mentalità non cambia ai vertici di questo paese difficilmente possa cambiare la mentalità dei cittadini. In nostro quotidiano lo vedo come un cane che si morde la coda ormai arrivati a questo punto

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    1. Lo so, è difficile vedere la luce in fondo al tunnel. Soprattutto quando a pagarne le spese sono le persone come noi.
      Tuttavia bisognerebbe cercare, cosa ardua, di esser positivi, cosicchè si possa provare a cambiare qualcosa..

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  2. come sono d'accordo!! ti porto alcuni esempi: il mio ragazzo è ingegnere, lavora in uno studio tecnico di una impresa medio/piccola, di ciò che ha studiato mette in pratica l'1%, e guadagna meno di sua sorella che, laureata in archeologia, fa ("cara grazia") la commessa in un centro commerciale... 2 nostri amici laureati in lingue fanno dentro/fuori dai call center.... chi ce l'ha il lavoro se lo tiene ma non sempre gli permette di potersi creare un futuro....
    un bacione
    sabrina

    http://mycherrytreehouse.blogspot.it/

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    1. lo so, è proprio così. Io sono una di quella che è pro-gavetta, penso che sia giusto guadagnarsi il proprio posto, a patto che poi gli sforzi fatti possano essere premiati e raggiungere l'obiettivo! Invece, non è così. Se non per una bassa percentuale..

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  3. Parole sante! Bellissimo articolo, lo condivido in pieno! Buona serata :)

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    1. Grazie :):) tu mi hai dato la buonasera e io ti do il Buongiorno ;)!

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  4. Condivido sostanzialmente tutto ciò che hai scritto. Anche e soprattutto il fatto che la responsabilità non stia solo da una parte, ma che vada in qualche modo distribuita fra tutte le parti. Le aziende hanno le loro colpe, la politica che ha permesso questo ne ha altrettante; un po' anche i lavoratori che, come hai detto tu, si sono forse adagiati sui diritti conquistati negli anni passati senza rendersi conto del fatto che si stava tornando indietro.

    Studiare in qualche modo serve sempre perchè, come hai detto, ti apre maggiormente la mente e ti predispone al meglio per cogliere eventuali opportunità. Magari non paga nell'immediato, magari hai la laurea e ti devi accontentare, però hai una mente aperta ed un certo tipo di mentalità e sei potenzialmente preparato per recepire segnali o afferrare al volo un treno che passa una volta sola.

    Speriamo passi presto questo periodaccio...

    Ciao :D
    Flavio

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  5. mi piace molto questo post, condivido :)

    ps la canzone in sottofondo ha destato ricordi sepolti nella memoria :D

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    1. Grazie Queen ;) ehehehe ogni tanto cambio sound a seconda dell'ispirazione :):)

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  6. Ogni tanto mi chiedo chi me l'ha fatto fare di studiare...laurea, dottorato e specializzazione per poi dover andare all'estero come unica possiiblità per lavorare nel campo che avevo scelto. Non sono pentita di aver fatto biologia perchè l'ho amata, ma in Italia non ho avuto nessun futuro. Che peccato...

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    1. Io però ammiro la tua caparbia e il fatto che sei riuscita a realizzarti, anche se purtroppo lontana da casa.
      C'è una fuga di cervelli verso l'estero, speriamo che comunque ne rimanga qualcuno, sennò siamo del gatto!! ehehhe

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  7. Post molto interessante.Quello che mi sconvolge è che moltissime tra le persone più in gamba del Paese, siano fuggite all'estero per poter lavorare.E la gente in gamba che è rimasta,laureata o meno,deve andare incontro a troppi compromessi...qui i tempi si dilatano...

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    1. purtroppo questa è l'istantanea del nostro Paese !!!

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  8. verissimo questo post. Ne parlo anch'io spesso. Tutto questo, la situazione di questo paese, le prospettive di futuro, non ha senso...

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    1. eh già . la gente è sfibrata . -.-

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  9. Ci sarebbero tante cose da dire in merito, soprattutto sullo studio...ho impiegato anni per laurearmi con molta soddisfazione, ma nonostante questo il lavoro che faccio è più legato con mie capacità e attitudini personali che con ciò che ho imparato all'università. Il lavoro è comunque molto importante per la mia vita, spesso penso che se mi trovassi senza, anche se non mi piace poi così tanto, mi sentirei vuota!
    Grazie per la bella riflessione!

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    1. anch'io penso che mi sentirei vuota senza lavoro, poi penso che sia già una buona cosa trovare lavoro nell'ambito per cui studi, perchè non è per niente facile.. :)

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    2. Grazie a te per aver commentato!!

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  10. beh potremmo aprirci un dibattito!!! hai detto bene la fortuna vera oggi è averlo un lavoro. Sono laureata masterizzata e specializzata e nonostante tutto impiego fatica e sudore per fare ciò che ho studiato...inoltre per mangiare devo fare anche altro. Spesso ho pensato di andarmene e lasciare tutto!!!

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  11. Hai proprio ragione! Purtroppo in Italia la meritocrazia è un lontano miraggio, e così studenti laureati che magari si sono fatti il cosiddetto "mazzo" nel loro percorso universitario, adesso si ritrovano senza un lavoro e solo con un foglio di carta!
    Federico

    lavaligiasottosopra.blogspot.it

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    1. Eh già!! Grazie a questo sistema che non vede coincidere le esigenze tra domanda ed offerta!

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  12. oggi hai affrontato un tema così attuale.. aziende che chiudono, datori che partono via per terre esotiche dichiarando fallimento e lasciando i dipendenti col /**/* per terra (scusa il francesismo) .. tutte queste vicende sono all'ordine del giorno.
    Sono molto avvelenata perché per noi giovani non c'è più alcun diritto di avere delle ambizioni.

    pensierinviaggioo.blogspot.it

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    1. È vero! Non ci sono parole per descrivere ciò che succede. Speriamo cambi!

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  13. Guarda, purtroppo, mi viene da dire che non solo i laureati hanno difficoltà, anzi. Pure noi 'solo diplomati', facciamo fatica, e te lo dice una che è a casa da agosto e non trova niente. Vogliono solo delle PICCOLE caratteristiche... Esperienza pluriennale, disponibilità a orari da schiavo, non avere figli o compagno, disponibilità a tirocinio con rimborso spese, autominuti, età massima 23 anni.

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    1. Lo so. Il problema ce l'abbiamo tutti. Io parlavo dal mio punto di vista, perché le offerte di lavoro sono incongruenti! Cosa studia a fare uno se poi qnd finisce non ci sono richieste di lavoro adeguate alla qualifica raggiunta??! Infatti io non vedo differenza tra laureato o diplomato, anzi, tornassi indietro cambierei indirizzò dei miei studi con qualcosa di più qualificante, tipo ragioniere o geometra. Se hai letto consiglio a tutti di studiare ed intendo scuola dell'obbligo, perché non è detto che a tutti piaccia o meno studiare, e fare l'università, ma non per questo devono essere considerati inferiori. Anzi, per me l'importante è che i giovani siano ATTIVI, che lavorino o studino non importa, basta che ci sia permesso di farlo! In questa momento è molto difficile.

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  14. Ciao, condivido totalmente quello che hai scritto.... se passi da me c'è un premio per te

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    1. Grazie Greta! Passerò al più presto;)

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  15. condivido in pieno quanto scritto... io sono una di quelle che, sulla carta, è messa bene: contratto a tempo indeterminato, ferie, permessi... già... peccato poi che il contratto sia a 20 ore, che per ben due mesi non sono riuscita ad arrivare a un monte ore di 80 e, per non andare in flessibilità negativa, abbia dovuto metterci delle ore di ferie... il mio contratto è con una cooperativa, ogni mese devo pagare una quota sociale... sono stata all'estero per lavoro, ok, tutte spese pagate, ma mi sono state riconosciute solo le 4 ore giornaliere, come se fossi stata in ufficio... chiedo da non so quanto un incontro per stabilire il monte ore dell'estate (gli unici tre mesi in cui si lavora di più), ma invano... sono tanto sconfortata... pensi anche all'estero... ma ho una triennale, mi sono iscritta a una magistrale per cercare di migliorare la mia situazione, ma non ho nemmeno dato un esame ancora... la mia collega, dipendente statale, passa tutte le sue giornate su fb, se deve alzare un attimo il viso per accogliere un turista è sempre scocciata, ha tanti di quei privilegi che manco si rende conto...
    scusa per lo sfogo, ma stasera sono piena di rabbia!!!!
    a presto!

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    1. Ma che scusa???:) ti comprendo benissimo! Purtroppo se gli dai un dito ti prendono il braccio. Vuoi la situazione, vuoi non so che cosa, ma davvero se ne approfittano in tutti i sensi. E il tuo ne è solo uno dei tanti esempi!! Buona serata cara:-) e grazie per il commento!!

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  16. ...con me sfondi una porta aperta, lo sai. Non posso fare altro che condividere, e aggiungere che non solo nobilita l'uomo, ma dà un senso alla sua esistenza.

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    1. Grazie Bi. Non c'è bisogno di aggiungere altro.!!!

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  17. Followed you love

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    Danica Stark

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  18. "Il lavoro nobilita l'uomo", non c'è niente di più vero :)
    Avere un lavoro ai giorni d'oggi è difficile per cui sono dello stesso parere: se hai un lavoro tienilo stretto!!
    Dovrebbe però esserci equilibrio tra datore di lavoro e lavoratore, per esempio la mia vicina di casa è stata assunta come apprendista, lavora 10 ore al giorno per 6 giorni alla settimana e prende 400€ al mese senza rimborsi spese o buoni pasto... questo lo chiamo sfruttamento del lavoratore, ma se uno ha bisogno che fa? Si adatta. 400€ sono meglio che niente e questo è un problema perché le ditte ci marciano abbastanza su questa cosa... o ti va bene o assumono altra gente alle stesse condizioni e chi si è visto, si è visto.
    L'Italia è si una Repubblica fondata sul lavoro, ma andrebbe migliorata qualche legge.

    Poi ci sono diplomati e laureati a casa senza un lavoro e chi, invece, ha solo la licenza media o addirittura nemmeno quella che fa lavori tipo impiegato d'ufficio nelle banche o lavora per enti pubblici e mi fermo qui perché sennò mi arrabbio ahahah

    Grazie mille per la visita :D

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    1. Grazie a te per esser passata a trovarmi:) eh si, non ci sono parole! Il problema sono le conoscenze, se hai quelle, bello brutto, laureato, senza studi non fa differenza . Passi davanti a tutti! Il bello è lo schifo che c'è dietro ai cosiddetti concorsi pubblici, dove in realtà ci sono e possono accedere per lo più i figli di, e passano davanti a gente più preparata. Per carità, non è mia intenzione criticare chi segue le orme del padre, basta che si rispettino le leggi e venga fatto lo stesso percorso delle persone normali.
      Quante cose che andrebbero cambiate! Forse è meglio non pensarci?! Boh.

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  19. Risposte
    1. vedo che siamo tutti d'accordo :):)

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  20. Si tratta di una questione molto delicata che trova tutti d'accordo. Purtroppo il personale più che una risorsa è uno strumento da sfruttare fino all'osso.

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    1. eh già! ormai è proprio così.

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  21. sono proprio le parole che usa spesso il mio capo "ringraziate che avete il lavoro" . e poi non ci paga gli straordinari, e ci fa sempre essere a sua disposizione!

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    1. È sempre così!!:) e per fortuna che noi ce l'abbiamo il lavoro..

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  22. argomento vero, attuale e delicato.

    speriamo arrivi al più presto il cambiamento.

    baci

    http://nonsidicepiacere.blogspot.it/

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    1. Grazie per la visita! Tutto ruota, tutto gira, qualcosa cambia e deve cambiare perché l'esasperazione è alle stelle. Il punto di svolta è tanto vicino quanto lontano.

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  23. Passi un secondo da me? Surprise!!!;)

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  24. Purtroppo mi manca il tempo per leggere con la dovuta attenzione tanti (e tanto interessanti) commenti.
    Perciò, rischierò di ripetere cose già dette dal altri; ma ci tengo a dire anch'io la mia.
    Dunque... la penso esattamente come te: subiamo ormai condizioni di lavoro pressochè schiavistiche.
    Questo, perchè si è follemente diffusa l'idea neo-liberista (di capitalismo selvaggio, insomma) in base alla quale l'impresa, il lavoro privato ed il diritto anch'esso privato siano dei valori in sè, come tali al di sopra di qualsiasi responsabilità e/o tutela sociale e giuridica.
    Si tratta del "lavoro" così come l'avevano conosciuto i
    nostri padri, per non dire i nostri nonni!
    2° punto: lo studio e la cultura...
    L'uno e l'altra sono percepiti dal neo-liberismo (che in realtà è piuttosto vetero, vedi "lavoro" al tempo dei nonni) come dei pesi, se non addirittura come dei pericoli; perchè chi ha studiato o comunque possiede una buona cultura, conosce la storia e la storia dei DIRITTI.
    La persona priva di cultura è invece il massimo, per i moderni padroni delle ferriere.
    Non a caso un libro scritto da un operaio discriminato a livello sindacale dalla Fiat, si intitola "Ci volevano con la terza media"...
    I conti, insomma, "tornano."
    Buon fine settimana e tutta la mia solidarietà a Genova, in questi giorni così duramente colpita.

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    1. Grazie Riccardo per il tuo commento. Eh si, siamo concordi vedo. La situazione è proprio così come lhai descritta. In effetti quello che è successo in questi giorni mi ha scosso. È una cosa terribile. Non voglio pensare a ciò che provano le famiglie dei deceduti.

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  25. ciò che hai scritto è davvero interessante. Lo rileggerò con calma, merita!

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  26. sante parole...se sono dall'altra parte dell'oceano, non è solo per la mia "voglia di avventura", ma anche per cercare qualcosa di migliore che in Italia non avevo. qua ho tastato con mano che se sei in gamba l'occasione sono disposti a dartela...certo è che poi non lavori bene e "non porti valore" alla società, ti lasciano a casa dall'oggi al domani...ma almeno l'opportunità di provare te la danno. spero che qualcosa cambi nella mia Italia, ma quando leggo le notizie mi cadono le braccia...

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    1. Grazie Kiara per il tuo commento. Speriamo cambi qualcosa per davvero.

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  27. So che l'hai già ricevuto, anche dalla stessa Princi.. Ho un premio per te, buona domenica :D
    http://rockngiu.blogspot.it/2013/05/un-premio-me-un-premio-te.html

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  28. (: Reb, xoxo.

    * Sul mio blog c'è un nuovo post, fammi sapere cosa ne pensi:
    http://www.toprebel.com/2013/05/hamsa-by-myrestless-brain.html

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:) Grazie per aver commentato! Rispondo sempre con piacere :)

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