attualità essere studenti-lavoratori

Essere studenti-lavoratori nella società di oggi .

giovedì, novembre 14, 2013Daniela M


L'argomento di oggi è un po' diverso dalle tematiche di viaggio di cui solitamente amo trattare : lavorare e studiare contemporaneamente .

Quando ero solo una studentessa, ogniqualvolta leggevo racconti riguardanti studenti-lavoratori provavo ammirazione per tutti coloro che studiando fuori casa per mantenersi e non gravare sulle famiglie lavoravano part-time.

Io ho frequentato l'università nella mia città e non ho studiato all'estero ( cosa di cui mi rammarico molto, perché credo sia un'esperienza utile sia per imparare la lingua che per una propria maturazione interiore), tuttavia mi è sempre piaciuto rendermi utile, in modo da poter avere sempre qualche soldino in tasca per uscire/viaggiare senza chiedere soldi ai miei.

Non lavori fissi intendiamoci, solo attività di volantinaggio/promozione per non sottrarre tempo prezioso allo studio.

Non immaginavo nemmeno lontanamente di ritrovarmi, dopo qualche anno, a tutti gli effetti nella condizione di studente-lavoratore o meglio LAVORATORE-STUDENTE .

Con l'inserimento nel mondo lavorativo, ho decisamente e gradualmente cambiato punto di vista sul mondo, e lo dico con immensa amarezza.

Tralasciando, per non tediarvi, i miei pensieri sulle realtà lavorative, sulla nostra società ecc.. voglio analizzare la situazione di quella parte di studenti, che ahimè, 
invece di essere "apprezzati" perché si danno da fare, spesso vengono ostacolati .

Ecco come stanno le cose :

Al lavoro non ti aiutano, la realtà è che meno ti assenti e meglio è; fondamentalmente sei un peso.

All'università non esisti.

Segreterie ed uffici per parlarci devi prendere un permesso e recarti sul posto, incontrare i professori è un terno al lotto, in quanto solitamente sono persone dalla doppia professione e la disponibilità è rara. 
Attenzione anche al linguaggio utilizzato nelle mail, il rischio è di passare per persone che cercano favoritismi ( No comment! Ho dovuto cambiare esame per evitare di entrare in una situazione senza vie d'uscita ).

Frequentare le lezioni è un miraggio, io sono diventata una non frequentante, autodidatta, cerco di capire i testi e le "dispense" da me, ad andare in università  per spiegazioni ci ho rinunciato.
Non parliamo delle date di appello. Identiche a tutti gli studenti, anzi a volte essendo non frequentante certe date di esame intermedie non sono concesse.

Normativa che a seconda del CCNL di riferimento cambia e lo studente lavoratore ha tot numero di permessi retribuiti e tot numero di volte per ripetere gli esami ( la mia domanda è : cosa cambia ?! Non comprendo, se sei impiegato lo sei in una categoria come in un'altra ).

È una situazione "ibrida" a mio avviso, e come tale, a metà strada tra chi frequenta e chi non lo fa per scelta, va trattata.

Credo che nessuno chieda privilegi particolari, e personalmente è ben lungi da me. 

Si chiede solo un trattamento diverso, come ad esempio una distribuzione differente degli esami, previa consegna di una certificazione da parte dell'azienda in cui si è assunti a comprova dell'effettivo carico di impegni a cui si è soggetti.

Una vera e propria "condicio sine qua non", per la quale non si venga sempre bistrattati, ma anche apprezzati, perché far combaciare studio e lavoro non è per nulla facile.

Lo studente-lavoratore chiede solo rispetto, ma forse nel Paese in cui la meritocrazia è un miraggio, è davvero chiedere troppo.

E voi come la pensate?

Tra voi che mi leggete c'è qualcuno che ha vissuto questa situazione o la sta vivendo ?! 
Se si, raccontatemi la vostra esperienza, sarebbe bello confrontare le idee per far si che qualcosa cambi .



immagine presa da diversamenteoccupati.it



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28 commenti

  1. io studiavo facendo quei lavori da studentessa come ripetizioni e baby sitter, per fortuna nessun permesso. So però che è veramente complicato soprattutto perchè i professori veramente non vanno incontro a nessuno...

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    1. Eh si, o sei tu che stai alle loro disponibilità oppure devi correre come un pazzo .

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  2. Purttroppo, e molto lo stesso nella Spagna, ma non scoraggiarti, tutto è una esperienza, sempre c'è qualcosa di positiva, cercala. E anche, dopo aver fatto l'Erasmus che credo che sia una cosa che tutti gli studenti devono fare, perche conosci alla gente, il suo modo di pensare, diverso al tuo, ma anche interesante, e anche si appri la mente, cadono gli stereotipi di come sono gli italiani o i tedeschi o come siamo gli spagnoli. Quello che ho imparato dopo l'Erasmus è che tutti ci asomigliamo più di quello che crediamo. Se ti posso dare un consiglio, credo che ci siano un aiuto alla UE credo che si chiama Leonardo da Vinci, è per lavorare all estero, non so se ancora esistono, pero credo che sia interesante anche per te che ti piace viaggiare molto. Un saluto e coraggio
    http://tarragonain.blogspot.com.es

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    1. Ciao cara:-) eh si deve essere divertente e interessante! di quel progetto mi pare di averne sentito parlare.. Andrò a curiosare se e ancora attivo, però attualmente con un lavoro diciamo "fisso" anche se non a tempo indeterminato è ormai un pensiero molto lontano quello di una simile esperienza.. Buona giornata!!

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  3. Love your amazing look
    http://afinaskaterblogspotcom.blogspot.ru/

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  4. Anche io ammiro chi lavora e studia allo stesso tempo, conosco un paio di amici che lo fanno, ma non hanno problemi ad assentarsi per andare alle lezioni (che sarebbero pure a frequenza obbligatoria) perche' sono lavori tipo barista in cui se al max non ci sei chiedi di farti coprire da qualcun altro, che e' ben disposto visto che gli aumenti le ore di lavoro gia' esigue.
    Io ho provato a tenermi il lavoro dopo lo stage, potevo farlo da casa, sembrava perfetto ma invece non e' proprio andata. Da una parte lo studio come non lavoratore e a tempo pieno, frequentando anche le lezioni, dall'altra deadline strettissime, importanza di dover rispondere il secondo dopo alle email che ti arrivano, e progetti per cui serve ritagliarsi qualche ora da parte solo per concentrarsi e partire.
    Sono durato cosi' tre mesi, poi ho purtroppo declinato l'offerta di lavorare da casa perche' non volevo far perdere tempo a nessuno, prima la laurea poi il lavoro.
    Comunque le lezioni, secondo me e secondo il mio corso di laurea, sono completamente e assolutamente inutili. Una perdita di tempo. Il prof non aggiunge niente al libro o al materiale che da', quindi tanto vale usare quello per l'esame con il programma a fianco.
    Da noi alcuni professori sono abbastanza disponibili, fanno anche appelli d'esame dedicati ad un solo studente se questo ha esigenze particolari, in una data concordata insieme. Di solito, anche se non e' obbligatorio per gli studenti lavoratori (basta dirlo anche via email o a voce che si lavora), si va a creare un minimo di flessibilita' quando si puo'.

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    1. Ciao Jack, grazie per il tuo contributo! Sono contenta che nella tua università ci siano dei prof. Disponibili.. Se anche nella mia si potesse t organizzare date diverse dagli appelli regolari sarebbe sicuramente un vantaggio per chi è impegnato 5/6 giorni la settimana dalle 8alle19 dietro una scrivania e nonostante ciò vuole terminare il percorso di studi prefissato. Pensa che io ho avuto da tribolare anche per la tesi! Grazie ad un prof. che mi ha abbandonato in corsa ho perso l'anno perché da marzo sono slittata nella sessione di luglio, ho dovuto cercare un altro prof disponibile e tutto questo mentre lavoravo. Sono sicura che ci saranno persone disponibili anche nella mia facoltà, forse ho incontrato solo quelli sbagliati nei corsi che ho scelto :-)

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  5. La cosa più brutta che ho trovato è una alla quale anche tu hai fatto riferimento: certi professori imbecilli, imbecilli e lo vorrei gridare a gran voce
    Che si fanno desiderare come delle divinità, che ti fanno sentire nel torto se osi chiedere qualcosa e via dicendo
    Che poi dico: oggigiorno, che con la crisi non tutti possono permettersi di studiare e basta
    A sto punto togliete la possibilità di essere non frequentanti e stop

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    1. Esatto Liz! Condivido, rendere la vita impossibile per cosa?! A volte per cavilli mentali, pensieri di superiorità e cose simili. Eppure tu, studente quando li contatti o t rivolgi ad un prof. li tratti con rispetto. Cose che non ho mai capito!

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  6. E' una situazione ibrida, è vero...
    ...e niente la aiuta-
    Certi professori sono proprio degli stronzi, ho saputo qualche giorno fa di un esame messo il 28 dicembre. Proprio senza dignità.

    Moz-

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  7. Sono una studentessa lavoratrice... a 6 anni dalla laurea triennale ho deciso di iscrivermi a una magistrale... e adesso sono al secondo anno! Purtroppo, per problemi legati a inadempienze varie dell'università, non ho saputo fino a gennaio di quest'anno (!!!) se la mia domanda era stata accettata senza riserve o meno... per cui... ho praticamente buttato all'aria la sessione invernale... risultato... a marzo: 0 esami dati! Sono riuscita a dare un paio di esami tra giugno e settembre (entrambi andati molto bene al di là di ogni mia più rosea aspettativa!), e un parziale di cui in questi giorni dovrò dare l'orale... adesso è per il tirocinio che mi stanno facendo penare! Speriamo bene comunque! Quest'anno però qualcosa sono riuscita a frequentare... vedremo un po' a gennaio/febbraio... l'intenzione è dare 3 esami... boh!!!

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    1. fortunata te! io sono in ufficio tutta la settimana e pure il sabato... non posso frequentare e la disponibilità dell'uni è zero..

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  8. Io sono una privilegiata, quando andavo all'università ero SOLO una studentessa, non dovevo pensare ad altro. Lavoricchiavo dando ripetizioni private, per tirare su i soldi per andare in vacanza/comprarmi un paio di scarpe/pagare da bere agli amici alla laurea. Solo ora mi rendo conto dei grandissimi privilegi che ho avuto. Tanta ammirazione per te e per tutti quelli che fanno questo percorso, in bocca al lupo!!! :-)

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  9. Ho imparato a non generalizzare, certo è che i problemi di segreterie e orari colpiscono tutti. Credo che vada cambiato il sistema a priori, si pagano delle tasse per un servizio che dovrebbe essere anche un diritto. Un professore può non ammetterti alla lezione se arrivi in ritardo di cinque minuti, ok ci può stare, però poi lui si permette di non presentarsi proprio in aula ,avvisando tramite magari un assistente quando tu sei già seduta. Il rispetto si dovrebbe dare e avere, così quindi in una segreteria che dovrebbe essere al servizio anche perchè si paga anche per quella...e non avere orari assurdi e proibitivi.
    Mentalità come sempre, baronie..ahimè

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  10. Ho terminato l'università ma dalla posizione di studente-lavoratore ci sono passata. Non è facile, concordo con te. Io, nel tempo, riuscii a trovare il lavoro che meglio si conciliava con lo studio perché me lo organizzavo io e mi permetteva di avere in tasca qualche soldino senza necessariamente lavorare molte ore. Effettivamente con un lavoro full time sarebbe stato impensabile gestire gli esami con i ritmi previsti.

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    1. eh si.. anche perchè sono sempre stata in regime, e da quando lavoro non è più così. E' dura, stanchezza, motivazione, tempo e impegni allontanano il traguardo anche quando è davvero vicino..

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  11. Io per un breve frangente ho attraversato il guado da studente-lavoratrice. Impartivo ripetizioni per 5 ore al giorno a una ragazzina straviziata, strascema, straignorante e straricca alla quale non fregava nulla della scuola perché troppo presa ad aggiustarsi la frangetta e mettersi lo smalto sulle unghie. Rischiava di essere bocciata all'esame di terza media. Dopo tre mesi di quotidiana tragedia le ho fatto sfangare l'anno scolastico ma avevo tic nervosi e psoriasi. Non dimenticherò mai il giorno in cui tentai di convincerla che "meno uno più due fa uno". Si mise a piangere sostenendo che la cosa fosse impossibile e che io fossi un'arpia senza cuore. Forse fu per quello che qualche mese dopo nell'indecisione del luogo in cui sostenere un master mi rifugiai nell'eremo di Urbino. Dove non gravitano tredicenni idiote. comunque concordo: fu una situazione di limbo assurda, in cui avevo estrema difficoltà a fare entrambe le cose.

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  12. Una mia cara amica è stata nella tua stessa condizione fino a poco fa (ora finalmente sta per laurearsi e chiudere alle spalle questo capitolo di anni di sacrifici e stress). Posso capire quello che dici!

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    1. me ne mancano 2... non ce la faccio più!!

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  13. purtroppo oggi è un problema anche essere lavoratori normali, non solo studenti-lavoratori!
    contratti fatti solo per pagare meno contributi, straordinari non pagati....chi più ne ha più ne metta!
    Nameless Fashion Blog
    Nameless Fashion Blog Facebook page

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  14. Vignetta molto significativa...

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  15. Ciao Daniela eccomi qui :)
    Purtroppo la situazione universitaria che hai descritto la fa da padrone nei grandi atenei dove già l'organizzazione generale è piuttosto discutibile...
    Io fortunatamente da questo punto di vista non ho avuto problemi; ho frequentato un corso in cui gli iscritti, al primo anno, erano appena 40 e sono andati via via diminuendo..
    Da ciò è derivato un rapporto più diretto con i professori che alle poche volte che mi vedevano hanno sempre mostrato interesse nel perché mi assentassi....
    In più il mio lavoro ha una buona flessibilità oraria quindi dal punto di vista organizzativo me la sono potuta gestire bene.
    Dal punto di vista economico invece sei super penalizzato.. Se lavori hai minori possibilità di aggiudivarti una borsa di studio!! Come se non ne avessi piú diritto di qualcuno che neanche si prende la briga di lavorare....

    Va beh non voglio dilungarmi sai come la penso ormai!
    Ti abbraccio 😘

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:) Grazie per aver commentato! Rispondo sempre con piacere :)

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