Asia i vostri racconti di viaggio in India

#India : un paese macchiato dal sangue delle donne

lunedì, luglio 28, 2014Daniela M


Per inaugurare la sezione Asia abbiamo come ospite sul blog  Sofia Domino, autrice emergente italiana classe ’87.
Il suo secondo romanzo, 
pubblicato in versione digitale il 19 maggio, s’intitola Come lacrime nella pioggia e accende i riflettori sulle condizioni di vita delle donne in India, sulla violenza sulle donne e sulla loro forza. 

Quando sono stata contattata da lei non ho potuto che esser felice di condividere ciò
che aveva da raccontarci su un Paese come l'India, segnato da numerose contraddizioni.

Ma ora, lascio la parola a Sofia.

Quando pensiamo all’India la nostra mente ci regala decine d’immagini e ci ritroviamo a pensare a molte cose. 

India: mistero, fascino, paesaggi mozzafiato, strade caotiche, cittadini cordiali, villaggi rurali, sapori forti, povertà…


Quello che pochi di noi si soffermano a pensare è una realtà dell’India più nascosta, un lato meno conosciuto.
Si tratta della condizione delle donne in India, definito il Paese peggiore in cui nascere donna.


Il National Crime Record Bureau (NCRB) stima che ogni 22 minuti una donna in India subisca una violenza, su una popolazione femminile complessiva di 200mila persone. Questa stima è allarmante, anche se con grandi probabilità la realtà è addirittura peggiore.

La violenza sessuale nei confronti di una bambina - donna si aggrava se quest’ultima è disabile.

Esse si sentono tagliate fuori dal mondo, non soltanto sono discriminate perché nate “femmine”, e sono quindi un peso per la famiglia, ma essendo disabili sono incapaci di lavorare e di trovare una sperata indipendenza. Vivranno sempre a carico delle loro famiglie. 

In India, troppo spesso, una donna vale meno di niente e le bambine hanno meno possibilità dei maschi di potersi istruire. Ma questo è solo un lato dell’India, altre verità sconvolgenti e poco conosciute sono
l’infanticidio, gli aborti selettivi, il feticidio femminile, gli omicidi per dote e la mortalità materna.

In tre generazioni circa 50 milioni di donne sono state annientate sistematicamente dalla popolazione indiana. 
L’infanticidio femminile ha radici lunghe e storiche in India, ed è una pratica utilizzata principalmente nei villaggi rurali. 
Famiglie povere, che stentano a trovare qualcosa da mangiare, non hanno intenzione di avere una nuova bocca da sfamare, specialmente se si tratta di una femmina. Le bambine, appena nate, vengono uccise nei modi più violenti.
Se una bambina non viene uccisa alla nascita, spesso però rischia di non compiere il quinto anno di età perché privata di alimenti o medicine.
Nelle classi medio – alte, anche se è illegale, regolarmente i medici rivelano il genere del feto durante le ecografie. I feti di circa 1 milione di bambine sono selettivamente abbandonati ogni anno in India. Anche le madri sono spesso a rischio di vita. 
Una donna incinta, costretta a eliminare le potenziali figlie e a vivere in condizioni disumane, spesso non ha le forze per andare avanti. L’India ha il più alto tasso di mortalità materna.
Ogni 5 minuti una donna incinta muore.
Recentemente, dalla città di Bangalore, è arrivata la notizia di una giovane novizia di 17 anni violentata da un gruppo di uomini. 
La stessa città è stata protagonista di un altro attacco di violenza, avvenuto nei giorni passati in una scuola esclusiva. 
La vittima, una bambina di sei anni, è stata violentata da una guardia di sicurezza e da un’insegnante di ginnastica. Una ragazza di quattordici anni (nel remoto stato del Jarkhand) è stata portata in un bosco per poi essere violentata per ordine dei capi del consiglio del villaggio, come un gesto di rappresaglia per un assalto sessuale attribuito al fratello. Un’altra giovane vittima innocente (nello stato settentrionale dell’Uttar Pradesh) è stata assassinata in una scuola media statale.

Queste notizie hanno fatto il giro del mondo, ed è molto importante che la stampa stia dedicando la sua attenzione a questi casi, ma non basta. 
Non appena i riflettori si abbassano, spesso le famiglie delle vittime violentate – o uccise – vengono minacciate dai vari aggressori.
Inoltre, nonostante l’interesse della stampa, molti casi sono ancora nascosti.


In India le donne hanno paura di lasciare le loro case, e le madri hanno paura di mandare le figlie a scuola. Se una bambina – ragazza – donna – madre subisce una violenza, per non subire controlli umilianti dai quali quasi certamente non uscirà vincente, spesso deve attribuirsene la colpa (a causa del suo atteggiamento, del vestiario…).
Accade molte volte che gli aggressori inviino minacce alle vittime per obbligarle a non denunciare la violenza. Spesso le vittime si sentono intimidite e sole, non soltanto per colpa di tali minacce, ma anche perché la polizia non offre loro nessun aiuto. Delle volte è la polizia stessa a consigliare alle vittime di sposare i loro aggressori per cessare le continue minacce.

Questa è una realtà nascosta dell’India, è una realtà scomoda. Eppure è una realtà dei giorni nostri.

Nonostante tutto, qualcosa sta cambiando, anche se si tratta di piccolissimi passi avanti e anche se tutti aspettiamo qualcosa di concreto da parte di Modi, il nuovo Primo Ministro Indiano.

In primo luogo, 
c’è il coraggio di sempre più donne indiane che stanno prendendo consapevolezza e che si stanno battendo per i loro diritti, riempiendo le strade delle città e sfilando in enormi parate. 
In parate in cui, alcune volte, prendono posto anche gli uomini. 
Perché è vero, fortunatamente un numero crescente di uomini indiani si sta rendendo conto che ogni donna deve avere dei diritti
Eppure si tratta di un pugno di persone, di un niente di fronte alla vastità rappresentata dalla violenza in India.
Affinché qualcosa possa davvero migliorare non basta cambiare delle leggi, ma è essenziale che i cittadini, anzi che ogni singolo cittadino, cambi mentalità
Solo in questo modo allora qualcosa potrà cambiare in meglio.
Solo in questo modo l’India non sarà più macchiata dal sangue delle donne.

AIUTATEMI AD AIUTARE LE DONNE DELL’INDIA

Grazie al mio romanzo Come lacrime nella pioggia sostengo Amnesty International, che da oltre 50 anni difende i diritti umani in tutto il mondo. 
Basta una piccola donazione per fare una grande differenza.
Inoltre, sostengo Change.org,
sul quale ho lanciato una petizione per portare consapevolezza e per migliorare la condizione delle donne indiane.
Firmare è veloce e gratuito!

Grazie, a nome mio e a nome di tutte le donne dell’India.

Potete ricevere il romanzo gratuitamente, 
per richiedere una copia PDF basta scriverle a sofiaromanzo@yahoo.it.



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25 commenti

  1. l'India è uno dei Paesi più "duri" al mondo. Duri nel senso che secondo me ti svuota l'anima e proprio per questo non riesco ancora a capire se per me è il momento giusto per andarci. Mi attrae, ma qualcosa mi blocca.
    E non so se le cose mai cambieranno..

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    1. Già. E' una cosa troppo radicata nella tradizione del Paese, la donna è un fastidio sul serio. Però parlarne serve anche a questo. Cambiare, prima o poi forse si riuscirà, spero . Io incrocio le dita!

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  2. Oddio, è un bollettino di guerra!
    Mi spiace constatare come uno dei posti più spirituali e mistici al mondo poi sia così... brutto sotto tanti aspetti.
    Lodevole l'iniziativa della giovane scrittrice.

    Moz-

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    1. Veramente. Una tristezza assoluta. Il rispetto è la prima cosa, per ogni essere vivente, cane, gatto, uomo, donna, piante.. Iniziativa davvero ammirevole!

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  3. questo post è bellissimo
    intriso di una verità che non deve farci paura, ma deve essere ascoltata...
    lo pretende!

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    1. Ascoltare. Hai detto bene! Solo così possiamo aumentare il dialogo e far si che le cose cambino.

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  4. Ciao Dany!!! Anche io poco tempo fa avevo scritto un articolo sulle cose che non mi erano piaciute dell'India e non poteva chiaramente mancare la situazione delle donne. Sono contenta che tu abbia scritto questo post perchè a me un po' scocciano gli articoli in cui si parla solo di quanto è bella, spirituale etc etc etc l'India. Ti dirò, a me ha fatto incaz...are tantissimo!!!

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    1. Ciao Marti :) eh si, bisogna sempre valutare i luoghi da più punti di vista. Apprezzare per certi versi e se c'è da "bastonare" perchè no?!:)in India non sono ancora stata, credo sia una realtà dura, molto dura.

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  5. Bellissima iniziativa. È terribile quello che accade alle donne nel'India. Maggari cominciano a cambiare la mentalità degli uomini lì. Dovvreve avere una legge internazionale, in quale i governi devono proteggere a le donne e i bambini. Senza dimenticare l'importanza dalle educazione, da bambini, se no è troppo difficile.
    http://tarragonain.blogspot.com.es

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    1. Vero cara, prima cosa l'educazione. Ci vorrà tempo prima che cambi tutto purtroppo.

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  6. L'India è un paese davvero particolare, affascinante ma allo stesso tempo molto "crudo".. Bellissimo post, complimenti!
    Un bacione, a presto :*

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    1. Eh già! Molto crudo. Grazie a te :) Buon rientro dalle ferie :)

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  7. Ciao Dany, pensa che non sono mai voluta andare in India, e credo che non ci andrò mai. Non posso fare la turista in un paese così e tantomeno posso fare la viaggiatrice. Ma certo questo non toglie che pensi alla situazione disumana che c'è, ora vado a leggere al sito indicato e grazie per questo post, un abbraccio

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    1. Una posizione comprensibile la tua. Non nego che da una parte questa realtà, che merita di esser diffusa e conosciuta, possa allontare potenziali turisti che rifiutano tali abitudini.
      Anch'io non so se ci andrei.

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  8. Un paese che vorrò sicuramente visitare, uno di quei posti che ti cambia la vita. Lui c'è stato l'anno scorso per lavoro una settimana, e pur in una condizione privilegiata è rimasto scosso da quanta povertà ha visto..mai così prima...:(

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    1. Credo che ti segni per sempre un viaggio simile.

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  9. L'India terra di contrasti come anche ce ne sono altre. La vita li ha poca importanza purtroppo. E' sempre stata scritta come misteriosa ed affascinante e quindi anche idealizzata. E' tutto molto triste ma come sempre le rivoluzioni vengono dall'interno ma serve tempo è troppo millenariamente radicato il credo loro è con annessi e connessi il loro modo di concepire il vivere. Da condannare senz'altro. Buona settimana.

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    1. Si, un cambiamento come dici tu deve partire da dentro e in questo caso sarà un processo lento ( se partirà mai ). E' troppo radicato .

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  10. Dell'India mi ero già fatta un'idea leggendo il libro di Terziani "Un altro giro di giostra", ma sinceramente, trovare il suo fascino in mezzo a tali condizioni umane, mi risulta abbastanza difficile...

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  11. Grazie di questa testimonianza, è importante che si continui a parlarne, perché solo così potrà cambiare qualcosa.

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    1. Concordo Silvia. Se non se ne parla sarà sempre peggio!

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  12. Di positivo c'è che rispetto al passato molte notizie sono circolate e l'opinione pubblica mondiale conta.

    Un abbraccio

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    1. E' vero.. con tutto quello che ci tengono nascosto, è già buono così!

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:) Grazie per aver commentato! Rispondo sempre con piacere :)

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